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20 - 06 - 2013
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Molto spesso nel modellato, una volta cotta la terracotta, vengono utilizzate tecniche di patinatura per ottenere effetti particolari o per simulare altri tipi di materiale.

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In questo caso si trattava di portare un manufatto in terra rossa, opportunamente modellato e rifinito per la patinatura, ad un effetto il più possibile simile al bronzo

Deciso che il colore determinate doveva essere il verde e dopo aver corretto le eventuali imperfezioni con dello stucco a bassissimo contenuto di vinile, si è proceduto alla preparazione del colore. In questo caso, come prima mano è stata utilizzata una soluzione abbastanza diluita di acqua e colore acrilico Verde di Hooker

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Assieme al verde è stata aggiunta una piccolissima parte (15-20% circa) di acrilico Rame Iridescente e Interference Gold (sempre acrilico)

Per prima cosa è stata stesa una prima mano abbondante nel fondo e in tutte quelle parti difficilmente raggiungibili

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Naturalmente la lavorazione procede con l'applicazione della prima mano nel resto del busto

Terminiamo la prima mano di colore prestando particolare cura nel riempire bene di colore ogni fessura e ogni rientro di materiale

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A questo punto prepariamo una miscela come la precedente (se non ne è avanzata) e ci aggiungiamo una buona quantità di talco (circa un 35-40%), amalgamiamo il tutto miscelando energicamente (il talco è infatti difficile da mantenere in sospensione) finché non otteniamo un composto omogeneo.

Procediamo poi ad una successiva stesura del composto utilizzando un pennello piuttosto largo e morbido. In questo caso la stesura del colore non va assolutamente curata ma bisogna procedere veloci tentando addirittura di favorire la formazione di schiuma nel colore ma evitando nel contempo la formazione di gocce e colature

Lasciato asciugare il tutto ripassiamo con uno straccio appena umido in modo da togliere alcuni residui di talco rimasti in superficie. In questo modo asportiamo la polvere di talco nella superficie esterna mentre la lasciamo fissare nelle increspature.

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Adesso qualche leggerissimo tocco di acrilico rame od ottone qua e là (molto diluito e steso con pennello morbido quasi asciutto), un ultima finitura con cera d'api diluita con acquaragia purissima e l'effetto desiderato è stato raggiunto

In alternativa al verde si possono utilizzare altri colori in modo da ottenere particolari effetti cromatici; nel nostro caso l'interesse era quello di avvicinarsi il più possibile al caratteristico ossido di rame, classico di una fusione in bronzo soggetta al tempo e agli agenti atmosferici

Dopo aver attentamente valutato l'impossibilità, per questioni di bilanciamento pesi e masse, di costruire un busto cavo di cavallo, si è proceduto alla modellazione dal pieno avendo cura di inserire dei robusti tondini in ferro all'interno come sostegni

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Finalmente l'opera è terminata, gli elementi essenziali del busto sono presenti così come le loro proporzioni. Evitiamo però di lisciare e rifinire troppo tutto il lavoroSezioniamo in due il busto con il filo d'acciaio, avendo cura però di non andare a tagliare quelle parti che sarebbe poi difficoltoso riunire o che potrebbero venir seriamente danneggiate dallo svuotamento

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Iniziamo quindi a svuotare la scultura cercando, il più possibile di mantenere uno spessore uniformeProcediamo con la seconda metà, estraendo con la massima cautela i sostegni interni; procediamo poi con l'increspare i bordi di giunzione con una lancetta e cospargiamoli di barbottina

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A questo punto non ci resta che riassemblare il tutto; se abbiamo effettuato correttamente lo svuotamento, senza torsioni e senza aver danneggiato l'involucro esterno, le due parti dovrebbero tornare a combaciare perfettamentePer procedere con maggior sicurezza alla sutura perfetta della giunzione (asportazione e rimessa di materiale) abbiamo fasciato la parte terminale del muso

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A questo punto la nostra scultura è pronta per la successiva fase di rifinitura, asciugatura e cottura

Damiano

 

Non sappiamo se il primo approccio tra l'uomo e l'argilla sia avvenuto per caso, per gioco o per necessità, fatto sta che le prime testimonianze (parliamo di sculture e vasi in terracotta ) si perdono nella notte dei tempi. Sicuramente l'arte di modellare l'argilla precede di qualche bel migliaio di anni l'arte di cuocerla per ottenere manufatti duraturi nel tempo. La facile reperibilità dell'argilla, la sua duttilità e la possibilità di renderla dura quasi come un sasso cucinandola in primitivi forni l'ha resa senza dubbio materia prima per moltissimi oggetti di uso quotidiano molti dei quali tuttoggi presenti nelle nostre case.

Il passo successivo o quasi contemporaneo fu l'uso dell'argilla a scopi ornamentali o raffigurativi: nacquero le prime statuette, anfore, oggetti e monili decorati con pietre e metalli preziosi.Il modellato diventa quindi subito la forma per trasformare l'inerte argilla in forme solide, l'arte di rappresentare non solo oggetti o persone ma anche sensazioni, stati d'animo, emozioni... fare cioè Scultura. Partendo da questa convinzione, tutto ciò che comunica è arte: ogni forma o corrente artistica fa arte poiché comunica, esprime ed esplica emozioni siano esse di meraviglia di odio o stupore. Artista è colui che prova e sente il bisogno di comunicare magari anche solo con se stesso attraverso la pittura, la scultura, la musica... è invece solamente un buon artigiano o un buon commerciante colui che "crea" secondo canoni e schemi prefissati perché "...così è giusto...questo potrebbe piacere al pubblico...questo è di moda..." Riteniamo che un artista crei sempre prima di tutto per sé , per il suo bisogno di esprimersi. La Scultura diventa quindi il mezzo, il modo per comunicare e tanto più questa comunicazione diventa efficace tanto più cresce il valore dell'artista.

 

Le finalità e le possibilità del modellato in creta


Importante è sottolineare il fatto che l'arte non deve assolutamente ridursi ad un commercio o ad una moda: se un artista non reputa importante esporre le proprie sculture, se non capisce, non apprezza o non è ispirato dall'arte moderna ma si limita ad un arte solo figurativa magari di origine ellenica rimane un artista lo stesso.
Ciò che più affascina del modellato, è la continua possibilità di aggiungere, togliere, modificare, talvolta distruggere o rimodellare. Un'opera in nuda creta, sebbene possa essere stata creata come matrice per calchi di una successiva realizzazione in bronzo o per divenire dopo asciugatura e cottura essa stessa una scultura, mantiene comunque la sua intrinseca plasticità, l'opera continua a vivere nella testa dell'artista che ne immagina continui mutamenti rifiniture e trasformazioni. E' proprio nella "concezione dell'opera mai finita" che sta la vera grandezza dell'artista, colui che non riesce mai a sentirsi totalmente soddisfatto dal suo lavoro e che continua a ricercare la perfezione nella sua opera, ma che si accorge inesorabilmente che tanto più si avvicina alla perfezione stessa tanto più ne è infinitamente lontano

 

 

Non sempre per dipingere è necessario creare delle vere e proprie opere d'arte, dover esprimere o comunicare qualcosa o ancora dimostrare le nostre abilità attraverso tecniche particolare; talune volte, spinti solo dal desiderio di creare qualcosa di esteticamente valido possiamo trascorrere alcune ore di divertimento con veramente pochissimo impegno.
E' il caso ad esempio della riproduzione dei personaggi dei cartoni, la realizzazione è molto semplice, ecomomica ma si sicuro effetto estetico. Basta solo una piccola serie di questi quadri per trasformare interamente l'aspetto della camera di un bambino, basta un ora circa di lavoro per trasformare la bianca tela in un regalo apprezzatissimo che rimarrà indelebile nel tempo.

Ogni artista esprime la propria personale esperienza artistica attraverso non solo le sue opere ma anche attraverso la scelta dei soggetti da ritrarre. Se con un minimo d'esperienza possiamo riconoscere e distinguere un autore dall'altro attraverso il segno e la forza espressiva usata, possiamo intraprendere una sorta di analisi trasversale analizzando i soggetti utilizzati e le caratteristiche peculiari di questi.
Restando nel campo della scultura prendiamo ad esempio due maestri figurativi molto famosi: Rodin e Messina. Mentre il primo, sicuramente influenzato dalla turbolenta relazione con Camille Claudel (modella, amante ed allieva) predilige volti carnosi, particolareggiati e talvolta dai contorni forti e decisi, per Francesco Messina il coinvolgimento emotivo è quasi impercettibile, la ricerca si spinge maggiormente verso un ideale di bellezza classica, proporzioni e lineamenti al limite della stilizzazione come se le sue danzatrici fossero figure oniriche, indiscutibili ma nello stesso tempo figure dove sensualità e femminilità vengono portate allo scoperto, enfatizzate e promosse.

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