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18 - 06 - 2013
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Una delle tecniche più interessanti che ho verificato ed apprezzato è la tecnica dello sparare a salve. Non mi riferisco ad una tecnica da poligono anche se la prima volta che ne ho sentito parlare riguardava lo sport del tiro con l'arco ma una tecnica atta a modificare il nostro modo di percepire e raffigurare le cose attraverso il modellato, il disegno e l'arte in generale. Tutti sappiamo quanto la parte razionale del nostro cervello ci guidi durante la vita e nelle varie situazioni ma non tutti sanno che è proprio questa zona dell'emisfero sinistro gioca un ruolo antagonista nella creazione artistica. Così come nella vita reale alcune scelte si rivelano migliori se fatte seguendo il proprio istinto, lasciandoci guidare dalle nostre impressioni anzichè seguire il freddo ragionamento, così nell'arte dobbiamo delegare alla zona razionale del nostro cervello solo ed esclusivamente lo studio e l'apprendimento delle varie tecniche. Così per fare un esempio, se dobbiamo ritrarre una mano, la nostra parte creativa ed irrazzionale (emisfero destro) si baserà su quello che effettivamente vediamo o percepiamo attraverso i nostri sensi, le nostre sensazioni e le relative rielaborazioni.

Non appena interviene l'emisfero sinistro la mano non è più quella che vediamo o percepiamo ma quella che abbiamo stilizzato nella nostra testa, una mano legata alla funzionalità, a dimensioni e rapporti ben definiti ma sicuramente non quella semplice mano che dobbiamo riprodurre. Anzichè lavorare all'unisono, scavando dal pieno o modellando a mano libera iniziamo a razionalizzare il tutto, useremo la forma quadra per il palmo, l'elissi allungata per le dita e alla fine assembleremo queste forme "geometriche" per ottenere un parallelepipedo con 5 salsicciotti informi applicati. Analogo discorso per quanto riguarda la testa umana, eccessive pianificazioni matematiche ci formeranno un volto sicuramente perfetto a livello dimensionale e proporzionale ma inespressivo al massimo. Lasciandoci guidare invece dal cervello creativo riusciremo a ritrarre quelle cose nascoste che il metro non riesce a rilevare come la dolcezza, la femminilità, la simpatia così come i sentimenti di rabbia o dolore. La rappresentazione non sarà perfetta ma sicuramente di grande effetto e valore artistico.
Come fare quindi per farci guidare dall'emisfero giusto? Sparando a salve. L'emisfero razionale emerge generalmente quando abbiamo fretta, siamo sotto giudizio, quando dobbiamo dimostrare qualcosa e in tutte quelle situazioni in cui non eseguiamo un azione per noi o per il puro piacere di farla. L'ansia da prestazione, quella che ci blocca quando stiamo per raggiungere un traguardo, è sempre in agguato, è quella che interviene a farci fare sempre quegli occhi da pesce e la bocca da scimmia (elementi tipici di chi comuncia ad avere la mano per il modellato ma manca di preparazione anatomica e spaziale) che non sopportiamo nelle nostre opere e che critichiamo in quelle altrui; ma come bloccarla? Sparando a salve!
La leggenda racconta di un campione di tiro al bersaglio talmente bravo tecnicamente da non sbagliare un colpo ma che, ad ogni competizione, anche la più insignificante, non appena leggeva il suo nome al vertice delle classifiche veniva colto dal panico da prestazione e non riusciva più a premere il grilletto e sparare. Un giorno incontrò un vecchio campione di tiro che osservandolo gli disse semplicemente tu hai bisogno di sparare a salve, alla gara successiva il giovane si presentò con le cartucce prive di proiettile e fece la gara migliore della sua vita; ogni singolo muscolo concorreva alla mira, alla concentrazione e a quel fatidico istante in cui il grilletto veniva premuto; la gente lo guardava sgomenta e incuriosita da tanta stranezza ma l'arrivare iltimo con zero punteggio riuscì a renderlo indipendente dal pensiero altrui e consapevole che ciò che faceva lo faceva esclusivamente per se e per la sua affermazione e non per la classica coppa in lamiera lucidata. La leggenda finisce qui e non sappiamo se fosse tutta inventata o se quel giovane sia diventato un campione olimpionico, fatto sta che il metodo dello sparare a salve funziona in molte discipline per le persone troppo emotive e razionali.
Sparare a salve nell'arte significa togliere tutto quello che dà valore esterno ad un opera, se non la stiamo eseguendo per nessuno, se abbiamo il tempo e la voglia di fare, se non ci importa del risultato finale ma ci fermiamo all'essenza di quello che stiamo per fare, siamo quasi pronti per il grande passo: modelliamo o dipingiamo senza legami, diamo tutti noi stessi e alla fine soddidfatti o meno del nostro lavoro spacchiamo e buttiamo via tutto. Ad alcuni questo sembrerà assurdo, magari se l'opera era ben riuscita ma questa azione ci insegna a godere e ad imparare nel fare in se stesso, incuranti del risultato finale; solo così riusciremo a superare la barriera del giudizio esterno, arriveremo a dipingere o modellare occhi che comunicano, volti da sogno, bocche perfette e tutto questo senza far fatica anzi godendo di come siamo guidati dal nostro emisfero creativo.

 

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Dopo la scelta del soggetto (in questo caso la riproduzione tridimensionale della famosa Violin d'Ingres di Man Ray) iniziamo con il preparare l'area di lavoro..

Basterà un piano in legno sufficientemente amplio, un pane di creta ed alcuni strumenti (una miretta di piccole dimensioni, una lancetta, una stecca in legno con estremità ogivale).

Iniziamo con lo stendere pezzo dopo pezzo l'argilla nel nostro supporto ponendo come il solito la massima cura affinché non vi si formino bolle d'aria

Per ottenere una superficie di spessore abbastanza uniforme aiutiamoci con un matterello

A questo punto iniziamo con l'incidere la forma voluta, per comodità è utile distinguere con un incisione più decisa o attraverso dei simboli (+ -) le zone più spesse da quelle con maggior depressione

Iniziamo quindi con l'aggiungere materiale alla nostra lastrabassorilievo02.jpg (113896 byte)

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Conviene procedere con piccole quantità di creta in modo tale da controllare meglio profilo, forma e volume

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bassorilievo05.jpg (104995 byte)Dopo un controllo approssimativo delle proporzioni, quando queste risultino esatte, procediamo ad una successiva aggiunta di materiale in modo tale (quasi esagerando) di dare maggior volume alle zone in risalto.

Particolare cura, in questo caso, bisogna dedicare al drappeggio, elemento questo che, viste le dimensioni e il soggetto dell'opera, sarà segno distintivo di una buona resa tridimensionale dell'opera

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Come ultima fase profiliamo la sagoma esterna incidendo leggermente con una lancetta o asportando una piccolissima quantità di materiale con una miretta, in questo modo creeremo un leggero ma significativo contrasto tra il piano di base e la nostra figura

A questo punto la realizzazione è finita, mancano solo gli ultimi aggiustamenti alla base e le ultime rifiniture a durezza cuoio.bassorilievo11.jpg (120935 byte)

Ultima nota da ricordare: l'asciugatura deve essere molto graduale, un'essiccazione troppo rapida potrebbe infatti far contrarre eccessivamente il piano di base determinandone una fastidiosa deformazione.Dopo la scelta del soggetto (in questo caso la riproduzione tridimensionale della famosa Violin d'Ingres di Man Ray) iniziamo con il preparare l'area di lavoro.

Non sappiamo se il primo approccio tra l'uomo e l'argilla sia avvenuto per caso, per gioco o per necessità, fatto sta che le prime testimonianze (parliamo di sculture e vasi in terracotta ) si perdono nella notte dei tempi. Sicuramente l'arte di modellare l'argilla precede di qualche bel migliaio di anni l'arte di cuocerla per ottenere manufatti duraturi nel tempo. La facile reperibilità dell'argilla, la sua duttilità e la possibilità di renderla dura quasi come un sasso cucinandola in primitivi forni l'ha resa senza dubbio materia prima per moltissimi oggetti di uso quotidiano molti dei quali tuttoggi presenti nelle nostre case.

Il passo successivo o quasi contemporaneo fu l'uso dell'argilla a scopi ornamentali o raffigurativi: nacquero le prime statuette, anfore, oggetti e monili decorati con pietre e metalli preziosi.Il modellato diventa quindi subito la forma per trasformare l'inerte argilla in forme solide, l'arte di rappresentare non solo oggetti o persone ma anche sensazioni, stati d'animo, emozioni... fare cioè Scultura. Partendo da questa convinzione, tutto ciò che comunica è arte: ogni forma o corrente artistica fa arte poiché comunica, esprime ed esplica emozioni siano esse di meraviglia di odio o stupore. Artista è colui che prova e sente il bisogno di comunicare magari anche solo con se stesso attraverso la pittura, la scultura, la musica... è invece solamente un buon artigiano o un buon commerciante colui che "crea" secondo canoni e schemi prefissati perché "...così è giusto...questo potrebbe piacere al pubblico...questo è di moda..." Riteniamo che un artista crei sempre prima di tutto per sé , per il suo bisogno di esprimersi. La Scultura diventa quindi il mezzo, il modo per comunicare e tanto più questa comunicazione diventa efficace tanto più cresce il valore dell'artista.

 

Le finalità e le possibilità del modellato in creta


Importante è sottolineare il fatto che l'arte non deve assolutamente ridursi ad un commercio o ad una moda: se un artista non reputa importante esporre le proprie sculture, se non capisce, non apprezza o non è ispirato dall'arte moderna ma si limita ad un arte solo figurativa magari di origine ellenica rimane un artista lo stesso.
Ciò che più affascina del modellato, è la continua possibilità di aggiungere, togliere, modificare, talvolta distruggere o rimodellare. Un'opera in nuda creta, sebbene possa essere stata creata come matrice per calchi di una successiva realizzazione in bronzo o per divenire dopo asciugatura e cottura essa stessa una scultura, mantiene comunque la sua intrinseca plasticità, l'opera continua a vivere nella testa dell'artista che ne immagina continui mutamenti rifiniture e trasformazioni. E' proprio nella "concezione dell'opera mai finita" che sta la vera grandezza dell'artista, colui che non riesce mai a sentirsi totalmente soddisfatto dal suo lavoro e che continua a ricercare la perfezione nella sua opera, ma che si accorge inesorabilmente che tanto più si avvicina alla perfezione stessa tanto più ne è infinitamente lontano

 

"Nuovo Dizionario degli Scultori Italiani dell'Ottocento e del primo Novecento"  di Alfonso Panzetta. L'opera che porgiamo alla vostra attenzione è di fondamentale importanza per tutti coloro che si affacciano al mondo della scultura dell’ottocento, oggetto, in questi ultimi anni, di una ritrovata attenzione da parte del mercato e del collezionismo internazionale; Casa editrice AdArte Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Tel.011 19715289 codice ISBN 88-89082-00-3

"Arte e tecnica della ceramica"   di Joan Crous e Giovanna Bubbico (Ed. Demetra) ISBN 88-440-0373-9 del costo di circa 10 Euro, il libro, pur trattando a grandi linee tutta la panoramica dei vari lavori in creta, tratta abbastanza bene anche il discorso del modellato, dei calchi e della cottura

"Modellare la creta" di Mario Molteni (Fabbri Editori) edizione Manuali Pratici 1999 £ 16.900 ISBN 88-541-7056-X , a mio giudizio un ottimo libro sintetico, economico adatto sia a principianti che a semiprofessionisti (chiaro anche per l'alto uso di illustrazioni e foto)

"LA SCULTURA LINGUA MORTA e altri scritti" Arturo Martini a cura di Elena Pontiggia ed. Abscondita ISBN 88-8416-016-2 In questo libro Arturo Martini, definito il più grande scultore italiano del secolo scorso, ci svela secondo lui il perché la scultura è oramai una lingua morta, un arte per i ciechi... (opera molto valida da leggere con attenzione e buon giudizio critico)

"Poveri Giorni" di Francesco Messina ed. Rusconi Editore 1974 ... frammenti autobiografici, incontri e ricordi dello scultore Francesco Messina. Purtroppo oggi possiamo trovare questo libro solo richiedendolo in qualche buona biblioteca

 

"Il grande libro della Scultura" di Joan Crous e Giovanna Bubbico (Edizioni Demetra) 2001 costo 16.50 euro ISBN 88-440-2455-8 ; libro molto valido che, pur trattando i diversi aspetti della scultura (marmo, legno, argilla, bronzi...) riesce comunque a dare informazioni chiare e precise riguardo ad ogni tecnica.

"Come realizzare Sculture" di Marco Alberto De Poi (ed. De Vecchi) ISBN 88-412-8229-0 prezzo 7.90 euro. Appartenente alla collana "Le guide creative" il libro tratta la la scultura nelle sue varie forme: legno, pietra, marmo e metallo; ogni argomento viene trattato egregiamente ed è ben sviluppato anche per quanto riguarda il modellato in creta e le successive fusioni in bronzo. E' un libro da non perdere, valido e scritto in maniera chiara e concisa come Marco De Poi, valido scultore, sa fare.

"Manuale Pratico-Tecnica della Ceramica" di Gerda Wijmans, Van Dillen ed. Il Castello prezzo: circa 20 euro. Ben fatto: oltre a spiegazioni teoriche (tipi di terra, colombini, sfoglie, attrezzi, cottura, tornio, decori ecc ecc) propone moltissimi progetti da eseguire passo passo, seguendo il procedimento illustrato dalle tante immagini. Per chi è bravo con il modellato c'è ad esempio il progetto molto carino di una statuetta di una bambina.

 

"Fare Ceramica" di Susan Peterson (ed. Zanichelli) ISBN 88-08-17108-6 prezzo circa 36 euro. Sebbene il libro tratti complessivamente tutte le varie tecniche e modalità di fare ceramica gli argomenti sono ben trattati e alcuni temi molto utili al modellato vengono approfonditi in modo eccellente.

 

"Terracotta" di Bruno Lucchesi.

 

"Sculpture for Beginners" di Henry Lion forse l'unico vero libretto sul modellato. Purtroppo dopo quasi cinquant'anni dalla sua pubblicazione (al modico prezzo di $ 1.00)  risulta introvabile sia in Italia che all'estero. Faceva parte della collana america How to Draw books di Walter Foster uscita in Italia con un ciclostile di otto pagine di traduzione. Per riuscire a trovarlo consiglio qualche mercatino o  qualche mostra d'antiquariato.

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Chiunque fosse a conoscenza di altri libri, dispense od opuscoli riguardanti il modellato e la scultura può segnalarlo inviando una e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Il pastello è una pasta di pigmento in polvere legato con gomma leggera o resina (il suo nome deriva da questa pasta). E’ questa una tecnica di disegno che usa bastoncini di pigmento colorato con una  bassa percentuale del legante  per salvaguardare l'adesione dei pigmenti al foglio. Per risaltare la lucentezza del colore, è preferibile usare una carta ruvida. I pastelli sono divertenti perché si possono sfumare anche con le dita. E’ una tecnica molto apprezzata dai ragazzi. I pastelli sono utilizzati separatamente e non possono essere mescolati sulla tavolozza per formare altre tonalità di colore. Possiamo trovare i pastelli morbidi che sono più brillanti e più facili da usare, i pastelli medi ottimi per le sfumature ed infine i pastelli duri meglio usati per definire i particolari. Il pastello ad olio triangolare garantisce una presa migliore ed è di più semplice utilizzo, adatto per i mancini. Questi colori sono coprenti ed hanno effetti piacevoli alla vista. Possono essere usati con altri tipi di colori.

Consigli utili per l’utilizzo di questi colori: E’ preferibile utilizzare una carta da giornale sotto al disegno in quanto questi colori sporcano tanto ed è difficile pulire lo sporco lasciato. Un errore frequente è quello di mescolarli in un astuccio comune senza divisori, questo provoca un rilascio del proprio colore sull’altro. Meglio tenerli nella scatola originale divisi l’uno da l’altro. I pastelli non devono essere sfregati troppo perché potrebbero rendere liscia la superficie della carta. E’ consigliato l’uso delle dita per le sfumature. Per ottenere un bel effetto nel disegno si possono seguire tre fasi: la prima è quella di usare i colori a tratteggi  ravvicinati lineari o ondulati (a seconda di ciò che si stà disegnando, per esempio una nuvola o il cielo) muovendo la mano sempre nella stessa direzione; la seconda fase è quella di usare un colore più chiaro e luminoso del precedente (es.: bianco per il cielo, verde chiaro per il prato) ed amalgamare la prima fase; infine l'utima fase dove si deve ripassare il disegno con i primi colori (quelli della prima fase) sempre con linee nella stessa direzione ed ultimare il disegno sfumando il tutto con le dita.

 

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