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25 - 05 - 2013
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Arti Visive

Tecniche ed approfondimenti sulle Arti Visive: Pittura, Scultura, Scenografia, Installazioni

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Una delle tecniche più interessanti che ho verificato ed apprezzato è la tecnica dello sparare a salve. Non mi riferisco ad una tecnica da poligono anche se la prima volta che ne ho sentito parlare riguardava lo sport del tiro con l'arco ma una tecnica atta a modificare il nostro modo di percepire e raffigurare le cose attraverso il modellato, il disegno e l'arte in generale. Tutti sappiamo quanto la parte razionale del nostro cervello ci guidi durante la vita e nelle varie situazioni ma non tutti sanno che è proprio questa zona dell'emisfero sinistro gioca un ruolo antagonista nella creazione artistica. Così come nella vita reale alcune scelte si rivelano migliori se fatte seguendo il proprio istinto, lasciandoci guidare dalle nostre impressioni anzichè seguire il freddo ragionamento, così nell'arte dobbiamo delegare alla zona razionale del nostro cervello solo ed esclusivamente lo studio e l'apprendimento delle varie tecniche. Così per fare un esempio, se dobbiamo ritrarre una mano, la nostra parte creativa ed irrazzionale (emisfero destro) si baserà su quello che effettivamente vediamo o percepiamo attraverso i nostri sensi, le nostre sensazioni e le relative rielaborazioni.

Non appena interviene l'emisfero sinistro la mano non è più quella che vediamo o percepiamo ma quella che abbiamo stilizzato nella nostra testa, una mano legata alla funzionalità, a dimensioni e rapporti ben definiti ma sicuramente non quella semplice mano che dobbiamo riprodurre. Anzichè lavorare all'unisono, scavando dal pieno o modellando a mano libera iniziamo a razionalizzare il tutto, useremo la forma quadra per il palmo, l'elissi allungata per le dita e alla fine assembleremo queste forme "geometriche" per ottenere un parallelepipedo con 5 salsicciotti informi applicati. Analogo discorso per quanto riguarda la testa umana, eccessive pianificazioni matematiche ci formeranno un volto sicuramente perfetto a livello dimensionale e proporzionale ma inespressivo al massimo. Lasciandoci guidare invece dal cervello creativo riusciremo a ritrarre quelle cose nascoste che il metro non riesce a rilevare come la dolcezza, la femminilità, la simpatia così come i sentimenti di rabbia o dolore. La rappresentazione non sarà perfetta ma sicuramente di grande effetto e valore artistico.
Come fare quindi per farci guidare dall'emisfero giusto? Sparando a salve. L'emisfero razionale emerge generalmente quando abbiamo fretta, siamo sotto giudizio, quando dobbiamo dimostrare qualcosa e in tutte quelle situazioni in cui non eseguiamo un azione per noi o per il puro piacere di farla. L'ansia da prestazione, quella che ci blocca quando stiamo per raggiungere un traguardo, è sempre in agguato, è quella che interviene a farci fare sempre quegli occhi da pesce e la bocca da scimmia (elementi tipici di chi comuncia ad avere la mano per il modellato ma manca di preparazione anatomica e spaziale) che non sopportiamo nelle nostre opere e che critichiamo in quelle altrui; ma come bloccarla? Sparando a salve!
La leggenda racconta di un campione di tiro al bersaglio talmente bravo tecnicamente da non sbagliare un colpo ma che, ad ogni competizione, anche la più insignificante, non appena leggeva il suo nome al vertice delle classifiche veniva colto dal panico da prestazione e non riusciva più a premere il grilletto e sparare. Un giorno incontrò un vecchio campione di tiro che osservandolo gli disse semplicemente tu hai bisogno di sparare a salve, alla gara successiva il giovane si presentò con le cartucce prive di proiettile e fece la gara migliore della sua vita; ogni singolo muscolo concorreva alla mira, alla concentrazione e a quel fatidico istante in cui il grilletto veniva premuto; la gente lo guardava sgomenta e incuriosita da tanta stranezza ma l'arrivare iltimo con zero punteggio riuscì a renderlo indipendente dal pensiero altrui e consapevole che ciò che faceva lo faceva esclusivamente per se e per la sua affermazione e non per la classica coppa in lamiera lucidata. La leggenda finisce qui e non sappiamo se fosse tutta inventata o se quel giovane sia diventato un campione olimpionico, fatto sta che il metodo dello sparare a salve funziona in molte discipline per le persone troppo emotive e razionali.
Sparare a salve nell'arte significa togliere tutto quello che dà valore esterno ad un opera, se non la stiamo eseguendo per nessuno, se abbiamo il tempo e la voglia di fare, se non ci importa del risultato finale ma ci fermiamo all'essenza di quello che stiamo per fare, siamo quasi pronti per il grande passo: modelliamo o dipingiamo senza legami, diamo tutti noi stessi e alla fine soddidfatti o meno del nostro lavoro spacchiamo e buttiamo via tutto. Ad alcuni questo sembrerà assurdo, magari se l'opera era ben riuscita ma questa azione ci insegna a godere e ad imparare nel fare in se stesso, incuranti del risultato finale; solo così riusciremo a superare la barriera del giudizio esterno, arriveremo a dipingere o modellare occhi che comunicano, volti da sogno, bocche perfette e tutto questo senza far fatica anzi godendo di come siamo guidati dal nostro emisfero creativo.

 

Se un pittore o un artista leggesse quello che sto per scrivere sicuramente muoverebbe forti critiche sul metodo anche se magari lui stesso ha usato tecniche simili per riprodurre immagini e foto passandole poi per sue capacità. Quello che descriverò a breve non va infatti inteso come un modo per mascherare la nostra eventuale inabilità a riprodurre su foglio oggetti e personaggi ma solo un utilissimo esercizio, tra l'altro molto facile e divertente, per prendere dimestichezza con forme, linee e proporzioni.
Il materiale occorrente è sicuramente molto economico, ci basterà una matita morbida 2B-3B, della carta velina o dei fogli lucidi, un giornale o delle immagini da utilizzare.

Chiamata anche occhiello per la forma particolare, la Miretta è uno degli strumenti più utilizzati in ceramica e modellato in creta; lo scopo principale di questo attrezzo è quello di asportare una porzione più o meno grande di argilla a seconda del tipo di lama impiegata e di quanto viene affondata nel materiale. Possono essere di vario tipo e generalmente si differenziano per tipo di lama applicata che può essere costituita da un semplice filo tondo in acciaio, da un filo a tagliente o, negli esemplari più grandi da una vera e propria lamina affilata sempre in acciaio. Le forme di taglio possono essere le più svariate, da semplici anelli a forme più complesse per arrivare anche nei punti più difficili e generalmente sono costituite da un manico di forma cilindrica con una o due zone di taglio poste alle estremità. Esistono anche dei manici in alluminio con gli inserti intercambiabili ma oltre che costosa questa è anche un attrezzatura poco pratica. Le mirette più grandi e rinforzate vengono spesso utilizzate per sgrossare grossi pezzi di argilla o per effettuare lavorazioni su blocchi in gesso (tornitura-scultura...) mentre, quelle di dimensioni minori,per delineare e creare caratteristiche minute (mirette in alluminio piccole).

Una soluzione molto pratica quando si inizia a modellare un modello è quella di utilizzare le famose Mirette-Stecca: una soluzione che permette di avere nello stesso attrezzo un'estremità con lama applicata e l'altra con spatola sagomata.

I colori acrilici sono delle emulsioni composte principalmente da pigmenti e resine sintetiche che fungono da leganti. Chimicamente sono molto simili ai colori a tempera anche se, la presenza del legante sintetico, ne rende l'effetto finale brillante e luminoso forse molto più simile ai colori ad olio. Sono sempre diluibili in acqua e medium e, oltre ad asciugarsi rapidamente hanno la capacità di variare il loro effetto finale attraverso la miscelazione di medium particolari. Caratteristiche di coprenza dipendono molto dal tipo di pigmento utilizzato, dalla sua percentuale nell'emulsione e dal tipo di resina impiegata nella fabbricazione. Si adattano a molte tecniche pittoriche e, quello che ne fa un prodotto inimitabile è la capacità di aderire senza troppe difficoltà in parecchi materiali ad esclusione di alcuni tipo di plastiche (polipropilene e polietilene tra i più comuni) e di superfici oleose o particolarmente liscie (questi ostacoli possono essere facilmente superati attraverso l'immissione di medium specifici o trattando le superfici "difficili" con appositi primer sempre a base acrilica).

Molto spesso nel modellato, una volta cotta la terracotta, vengono utilizzate tecniche di patinatura per ottenere effetti particolari o per simulare altri tipi di materiale.

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In questo caso si trattava di portare un manufatto in terra rossa, opportunamente modellato e rifinito per la patinatura, ad un effetto il più possibile simile al bronzo

Deciso che il colore determinate doveva essere il verde e dopo aver corretto le eventuali imperfezioni con dello stucco a bassissimo contenuto di vinile, si è proceduto alla preparazione del colore. In questo caso, come prima mano è stata utilizzata una soluzione abbastanza diluita di acqua e colore acrilico Verde di Hooker

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Assieme al verde è stata aggiunta una piccolissima parte (15-20% circa) di acrilico Rame Iridescente e Interference Gold (sempre acrilico)

Per prima cosa è stata stesa una prima mano abbondante nel fondo e in tutte quelle parti difficilmente raggiungibili

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Naturalmente la lavorazione procede con l'applicazione della prima mano nel resto del busto

Terminiamo la prima mano di colore prestando particolare cura nel riempire bene di colore ogni fessura e ogni rientro di materiale

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A questo punto prepariamo una miscela come la precedente (se non ne è avanzata) e ci aggiungiamo una buona quantità di talco (circa un 35-40%), amalgamiamo il tutto miscelando energicamente (il talco è infatti difficile da mantenere in sospensione) finché non otteniamo un composto omogeneo.

Procediamo poi ad una successiva stesura del composto utilizzando un pennello piuttosto largo e morbido. In questo caso la stesura del colore non va assolutamente curata ma bisogna procedere veloci tentando addirittura di favorire la formazione di schiuma nel colore ma evitando nel contempo la formazione di gocce e colature

Lasciato asciugare il tutto ripassiamo con uno straccio appena umido in modo da togliere alcuni residui di talco rimasti in superficie. In questo modo asportiamo la polvere di talco nella superficie esterna mentre la lasciamo fissare nelle increspature.

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Adesso qualche leggerissimo tocco di acrilico rame od ottone qua e là (molto diluito e steso con pennello morbido quasi asciutto), un ultima finitura con cera d'api diluita con acquaragia purissima e l'effetto desiderato è stato raggiunto

In alternativa al verde si possono utilizzare altri colori in modo da ottenere particolari effetti cromatici; nel nostro caso l'interesse era quello di avvicinarsi il più possibile al caratteristico ossido di rame, classico di una fusione in bronzo soggetta al tempo e agli agenti atmosferici

  • Modellare a salve

    Modellare a salve

  • Ricalcare e copiare? Eccome!

    Ricalcare e copiare? Eccome!

  • Mirette

    Mirette

  • Colori Acrilici

    Colori Acrilici

  • Patinatura Bronzo Ossidato

    Patinatura Bronzo Ossidato